Mangiare bene per vivere meglio, ma soprattutto per vivere in salute. Eppure, districarsi nel mare magnum delle informazioni che troviamo online quando si parla di diete e nutrizione è diventato un’impresa tutt’altro che semplice. Tra miracolose diete dell’ultimo minuto, falsi miti eretti a verità scientifiche e strategie di marketing aggressive, il rischio di cadere in errore è dietro l’angolo.
Proprio per fare chiarezza in questo scenario di vera e propria “infodemia”, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha promosso il sondaggio “Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull’alimentazione”, i cui dati sono stati presentati in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare.
Il verdetto per i cittadini italiani? Promossi, ma con riserva. Se da un lato alcune bufale storiche sembrano ormai superate, dall’altro persistono forti dubbi su alimenti di uso quotidiano come il glutine e lo zucchero di canna.
Cosa sappiamo (e cosa ignoriamo) sul cibo?
I dati emersi dal sondaggio su oltre 4.000 partecipanti mostrano luci e ombre:
- I miti sfatati: Il 93% degli intervistati sa bene che eliminare del tutto i carboidrati non è una scelta salutare per dimagrire, così come il 90% ha capito che i prodotti “light” o senza zucchero non fanno perdere peso in modo automatico. Buona anche la consapevolezza sulla frutta: il 77% sa che può essere consumata tranquillamente dopo i pasti.
- I dubbi persistenti: Le note dolenti arrivano sullo zucchero di canna (ancora un italiano su quattro pensa erroneamente che abbia proprietà nutrizionali migliori rispetto allo zucchero bianco) e soprattutto sul glutine. Ben un terzo del campione mostra incertezza o risponde in modo errato, ignorando che il glutine è dannoso esclusivamente per chi soffre di celiachia e non per la popolazione generale.
Il Decalogo dell’ISS per non cadere nelle trappole del web
Per aiutare i consumatori a navigare in sicurezza ed evitare scelte alimentari che potrebbero compromettere la salute, l’ISS ha stilato un utile vademecum basato sul pensiero critico e sulla verifica delle fonti. Ecco i punti chiave da tenere sempre a mente prima di cambiare dieta o condividere un post:
- Controlla la fonte: Verifica sempre chi scrive l’informazione. È un istituto scientifico, un medico o un blogger senza competenze?
- Attenzione al sensazionalismo: Titoli strillati del tipo “La scoperta rivoluzionaria che i medici vi nascondono” sono il primo campanello d’allarme di una fake news.
- Diffida dello “studio unico”: La scienza si basa sul consenso della comunità scientifica, non su un singolo studio isolato (spesso usato per fare cherry picking, ovvero selezionare solo i dati che fanno comodo).
- Non farti influenzare dai “like”: Milioni di visualizzazioni o condivisioni social non trasformano una bugia in una verità scientifica.
- Fermati e verifica: Condividere d’impulso è il motore principale della disinformazione. Un semplice secondo di pausa per verificare la notizia può fare la differenza.
Come Associazione da sempre in prima linea per la tutela dei consumatori e per l’educazione digitale dei cittadini, non possiamo che accogliere con favore questa iniziativa dell’ISS. Sapere cosa mettiamo nel piatto e, soprattutto, saper distinguere una notizia vera da una bufala commerciale è un diritto fondamentale, ma anche un dovere verso la nostra salute.